Cupola Brunelleschi

Giorni 7 e 8 dicembre attivazione per luoghi monumenti italiani zona 5 diploma Cupola del Brunelleschi

su idea di IW5DAX

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SI CHIUDE ALLE 20.30 ITALIANE DEL 8/12

cacciatori aventi diritto:

CLASSIFICA Hunter
Posizione Stazione N.QSO Punteggio
1. IT9FEG 32 31
2. IZ8OFO 27 26
3. IZ4AIF 27 25
4. IZ0CVT 22 22
5. IZ0PAP 15 15
6. IT9GND 14 14
7. IZ6WRI 14 13
7. EA7IRV 13 13
7. I8URR 13 13
7. IZ1XZL 13 13
11. IT9ECY 13 12
11. IZ6UWA 13 12
13. IK1JNP 11 11
14. IZ7FLN 11 10
14. IU5KWL 10 10
14. IZ0ARL 10 10
14. YO5OSF 10 10
18. IK4DRY 10 9
18. IK7VKC 9 9
18. IT9DID 9 9
18. IU3BTF 9 9
18. IU5MPR 9 9
18. IU7EDX 9 9
18. IZ1RFK 9 9
18. IZ8IZK 9 9
26. DL3AG 8 8
26. IT9IFV 8 8
26. IT9ZQO 8 8
26. IW2OGW 8 8
26. IZ2LUS 8 8
31. IT9IRH 10 7
31. IK2JTS 8 7
31. EA7FJK 7 7
31. HB9EZA 7 7
31. IK0RNU 7 7
31. IU1PBA 7 7
31. IU8AZS 7 7
31. IZ2GMU 7 7
31. IZ7QEN 7 7
40. EA3HYJ 6 6
40. F6HIA 6 6
40. HB9EZD 6 6
40. I8SUD 6 6
40. IK2YXH 6 6
40. IW2FVN 6 6
40. IZ6IMO 6 6
40. IZ8STJ 6 6
40. OK1ANN 6 6
40. OK1KRJ 6 6
40. SP1AOL 6 6

swl py1483 swl

ATTIVATORI

Callsign Points
IT9HRL   
IU0KNS   
IU0LGK   
IU5KWL   
IU8CFS   
IW0HOQ   
IW5DAX   
IZ0PJQ   
IZ5RKH

IQSL PER ATTIVATORI:

«Chi mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo qui struttura sì grande, erta sopra e’ cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti e’ popoli toscani, fatta sanza alcuno aiuto di travamenti o di copia di legname, quale artificio certo, se io ben iudico, come a questi tempi era incredibile potersi, così forse appresso gli antichi fu non saputo né conosciuto?»

La cupola di Brunelleschi è la copertura della crociera del Duomo di Firenze; al momento della costruzione era la cupola più grande del mondo e rimane tuttora la più grande cupola in muratura mai costruita (il diametro massimo della cupola interna è di 45,5 metri, mentre quello dell’esterna è di 54,8 ed è alta 116 metri).[1] Grazie alla fondamentale rilevanza che essa ha rivestito per il successivo sviluppo dell’architettura e della moderna concezione del costruire, essa è tutt’oggi considerata da alcuni la più importante opera architettonica mai edificata in Europa dall’epoca romana[1].

La sua grandezza impedì il tradizionale metodo costruttivo mediante l’ausilio di cèntine, facendo sì che venissero formulate molte ipotesi sulla tecnica costruttiva impiegata.

Il problema della sua costruzione affannava da tempo gli operai del Duomo. Non era infatti impresa semplice costruire e individuare dove appoggiare le enormi centine di legno che avrebbero dovuto sostenerla fino alla sua chiusura definitiva con la chiave di volta, né si era certi che una struttura di sostegno in legno avrebbe potuto sostenere il peso della volta o addirittura collassare su sé stesso.

Molto probabilmente il primo architetto della nuova Cattedrale, Arnolfo di Cambio, doveva aver previsto una copertura a cupola del presbiterio, come nelle cattedrali di Siena e di Pisa. Che poi ancora nel Trecento si pensasse ad una Cupola di minori dimensioni sembra provato dal noto affresco di Andrea Bonaiuti in una delle pareti della sala capitolare, il Cappellone degli Spagnoli, della basilica fiorentina di Santa Maria Novella. L’affresco, datato 1365-1367 circa, mostra sul fondo una chiesa in cui è chiaramente riconoscibile una Cattedrale ispirata al progetto di Santa Maria del Fiore, la cui cupola è però priva del tamburo ed è a tutto sesto (al tempo irrealizzabile in muratura).

Nel 1418 l’Opera del Duomo bandì un concorso pubblico per la costruzione della cupola.[2] In seguito al concorso, che pure ufficialmente non ebbe vincitori, Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti furono nominati capomastri. Il 7 agosto 1420 ebbe inizio la costruzione della cupola,[3] che fu completata fino al cosiddetto “serraglio”, alla base della lanterna il 30 agosto 1436.[4]

Il grandioso cantiere aprì i battenti all’indomani della stesura del cosiddetto “dispositivo” del 1420, attribuito allo stesso Brunelleschi, in cui si esponeva il modo con il quale si sarebbe dovuto chiudere il tamburo e si precisavano per punti salienti le modalità di costruzione. In sostanza, si trattava di un singolare “programma dei lavori” che sintetizzava in poche righe la struttura, la forma e le dimensioni del manufatto, ma più che esprimere un’intenzionalità programmatica, Brunelleschi enunciava il progetto impartendo disposizioni esecutive. In quei dodici punti da lui elencati non solo era contenuta già l’opera finita, ma vi erano persino indicate quelle variazioni, incidenti e aggiunte che si sarebbero dovute fare.

A seguito di alterne vicende e di un clima di rivalità, a detta del Vasari, nel 1423 Ghiberti venne estromesso dai lavori, che passarono interamente in mano a Brunelleschi. Il cantiere procedette così senza apprezzabili interruzioni, fino a quando, nell’agosto del 1436, venne infine celebrato ufficialmente, con la solenne benedizione di papa Eugenio IV, il completamento della fabbrica. La consacrazione fu solennizzata dall’esecuzione del mottetto isoritmico di Guillaume Dufay Nuper rosarum flores, con riferimento al nome e allo stemma di Firenze nonché alla dedicazione della basilica a Santa Maria del Fiore.

Terminata la costruzione della cupola venne indetto un altro concorso pubblico per la lanterna, vinto sempre da Brunelleschi. I lavori iniziarono però solo nel 1446, pochi mesi prima della morte dell’architetto; essi proseguirono allora sotto la direzione dell’amico e seguace Michelozzo di Bartolomeo, per essere infine terminati da Antonio Manetti il 23 aprile 1461.[5] (DA WILKIPEDIA)

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