ORVINIO

per i Luoghi e bellezze d’Italia su idea di IZ0ZZV Pierdomenico

attivazione 25 e 26 Maggio

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La chiesa di S. Giacomo è situata ad Orvinio, un paese ai margini meridionali della provincia di Rieti nel punto di confine con quella di Roma e dell’Aquila, tra il Prco Regionale dei Monti Lucretili e la Valle del Turano. A quota  840 m. s.l.m., Orvinio è collegato tramite strade provinciali con la via Salaria, che da Roma porta a Rieti, e con la via Tiburtina che collega Roma a Pescara.

     L’edificio in esame si trova fuori del Borgo ad una quota rialzata rispetto alla strada che conduce a Vallinfreda. E’ orientato lungp l’asse nord sud, con l’unico ingresso presente sul fronte principale esposto a nord. L’alveo della scatola muraria è organizzato in due cellule spaziali: l’aula per i fedeli e l’abside. L’aula per i fedeli ha una larghezza massima di 6,74 m., una lunghezza massima di 10,04 m. e un’altezza di 12,64 m. E’ costituita da un ottagono irregolare, iscritto in un’ellisse, che presenta  i due lati longitudinali più lunghi.

     L’abside è proporzionale allo spazio antistante sia in alzato che in pianta, precisamente è un terzo  della lunghezza, la metà della larghezza e dell’altezza ed è soprelevato di tre gradini rispetto al piatto principale. Le pareti interne sono rifinite ad intonaco, tutte articolate in paraste  lisce di intonaco alte  6 m. circa con capitelli in pietra locale di ordine dorico. Esse sono collegate tra loro da una fascia marmorea nella quale si alternano putti e fiori. Questa si interrompe quando incontra l’arco che segna l’ingresso all’abside.

     Le lesene permettono non solo di delimitare gli otto angoli della chiesa , ma anche gli altari laterali sopra i quali sono presenti  due affreschi, incorniciati da stucchi che rappresentano fiori e foglie. In testa ad essi sono presenti gli stemmi della famiglia Borghese, segno che questi altari sono stati edificati successivamente. Di essi si ha notizia  negli acta della “Visita Corsini” (1781). In tali documenti si parla di tre altari. Uno, con sua mensa, accoglieva la statua lignea dorata di S. Giacomo (oggi in pessime condizioni), gli altri due, senza mensa, presentavano ciascuno un dipinto “a muro” raffigurante : Il Santissimo Crocifisso, S. Carlo Borromeo e Santa Francesca Romana, nell’altare di sinistra, e la Santissima Vergine, San Rocco e San Sebastiano, in quello di destra (1).

     Nel XX secolo entrambi vennero sostituiti rispettivamente con altri dipinti, di autore ignoto i quali ritraggono Il Sogno di San Giuseppe e la Visitazione.

     Nell’archivio Borghese non c’è traccia né degli altari né degli altri affreschi, ma si fa riferimento a un quadro di S. Rocco esistente in un angolo della chiesa. (2)

     Sopra la fascia in marmo, che collega come una cornice le lesene, sono presenti le finestre: una per ogni lato della chiesa. Alcune di esse sono state murate  successivamente.

     Le due pareti laterali alla facciata ad un’altezza di 6 m. circa sono impostate su travi in legno che poggiano sulla muratura portante sottostante, con angolatura diversa, segno di di una sopraelevazione avvenuta successivamente . L’area antistante l’ingresso della chiesa, delimitata da muri poligonali, è costituita da un piccolo largo rialzato anch’esso, al quale si accede con tre gradini in selciato bianco, La facciata di carattere chiaramente  barocco, si sviluppa su tre lati. Quelli laterali, sui quali si affacciano due finestre, sono più corti rispetto a quello centrale che svetta sugli altri due  di 4,80 m. La superficie presenta uno strato di finitura ad intonaco. Gli angoli sono delimitati da paraste in pietra di ordine dorico costituite da più blocchi visibili. L’ingresso, al centro della facciata, è sormontato da una memoria che recita:

QUESTO TEMPIO EDIFICATO NEL 1608

DALLA MUNIFICENZA DEI DUCA MUTI

IN ONORE DELL’APOSTOLO S. GIACOMO MAGGIORE

IL 15 AGOSTO 1892

PER INCURIA DEGLI AMMINISTRATORI DEL TEMPO

ROVINO’ DALLE FONDAMENTA

ANTONIO TANI ATTUALE LIBERO PROPRIETARIO

A TUTTE PROPRIE SPESE

LO RESTITUI’ AL SUO ANTICO SPLENDORE

27 AGOSTO 1916

     Al di sopra della memoria, lungo tutta la facciata, corre una fascia recante l’iscrizione:

IACOBUS MUTUS VALLIS MUTIE DUX II F. MDCXIII

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